» î 11 a NatîiUì izr
tare, ed anche di ciascun quadro ; quest’ è il Costì-gran motivo delle lor ricerche. Elle possono nuaziónbesser’eccellenti, quando fi racchiudono in cer- IrofL-ti limiti. V’è senza dubbio una finezza rea- šionî is-liffima, a cui si può giùngere colla freqUente TRU ™ vfi 'comparazione delle maniere delle differentiNazioni , col discernimento dei differenti me-riti dei gran Maestri, e, aggiungh’io, collacognizione dei difetti reali, che è’osservanonelle migliori opere .
Ma di quante ricerche, e di quanti fattiassolutamente stranieri alla Pittura non s’ èmai caricata la cognizione de* quadri ? Noninvidierò, giammai ad uno spirito tròppo cu-rioso l’essere venuto in chiaro per quali manisia passata una Santa Famiglia, dacch’elia èuscita dalla lavoreria di Leonardo Vinci, 0d’Annibale Caraccio î non andrò mai a cer-care in Vasari, in Felibiano, ne in altri com-pilatori della Vita de’Pittori , come fosse fat-ta la berretta di Paolo Veronese, o Con qualsemplicità il Potìffin riconducesse chi lo visi-tava, ei Cardinali medesimi, coti una lucer-na in mano. Tutti questi fasti, sebben poc 5annessi alla Pittura, formerrebbero, lo con-fesso, un saper’utile, se tendessero ad infon-dere al giovane pittore il gusto de’ buoni co-stumi , ed uno spirito di condotta, o a gettarnel suo animo gran sentimenti, ed utili lumisull’ arte sua. Ma la stoffa di questi racconti èa un dipresso Così' tenue, o d’un sì picciol’ufo pel nostro avanzamento, come le note,e le noterelle, di cui Bayle ha riempito, esovente insudiciato il suo Dizionario.
Conosco nel borgo di 8. Germano un Cit-1 i radi*