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della Natura. 141
de de’prati e le frondi delle selve, i copri- contî-tuenti degli animali e la maggior parte dell’ dazioneopere dell’nomo sovrabbondano di tanti, e àorzs-tanto minuti tratti, eh’il bulino non vi puh si °ni im-ballare ; dovè che l’acqua forte ne agevola la TRUrTIVEirappresentazione colle bizzarrie medesime del-le sue morsicature.
L’intagliatura in forma nera è ancor più L’iatagHz-agevole dell’ altre due: ma i gran successi vi forma ne-suppongono un gusto ugualmente squisito. Si ra.comincia dal caricare di piccole righe per ogniverso la foglia del rame, che si vuol porrein opera. Si fa uso per questo primo lavorod’ una palettina d’acciajo larga tre dita , eun po’ rifondata in forma di culla nella suaestremità; il che glien’ ha fatto prendere ilnome. Delle due linee, che ne terminano lagrossezza, l’una è tagliente, J’altra irsutadi piccoli denti, che son separati da un sol*co, eh’un foglio di carta riempirebbe. Si faandar su, e giù questo strumento, appoggian-dolo su tutto il rame d’alto a baffo, poi dadritta a sinistra; il che vi forma piccioli qua-drati. Si attraversano dipoi tutt' i quadraticon linee diagonali in varj versi: dimodochése vi supplicasse dell’inchiostro, e una car-ta, non n’uscirebbe eh’una spezie di vellu-to nero. Dopo tal preparativo facilissimo visi forma il disegno come nei!’ intagliatura d’acqua forte. Ma in quella dei bulino non visi ricercano i lineamenti della figura. Servesifartefice per finire, di forbicette di acciajofatte a scarpa nel baffo, e terminate alcunecon un filo orizzontale, ed altre con un filoobbliquo, o formante varj angoli pei diversi