Band 
Tomo duodecimo.
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d e i l a Natura.' 153

® me si pratica rispetto alla carta da lettere, Seconda.

e quella di conto. Cosh-

“» Venti quinterni messi insieme, involti in °a£fi* carta grossa, e legati colio spago fanno una T ; ■>t! ]-> risma. La carta messa in risme passa la se-; ia sta, ed ultima volta sotto il torchio ; ed allo-ri 1 ra non le manca più nulla.

~J, La Scrittura, di cui la carta è lo stromen-La Scrittosii to, o il sostegno consueto, e eh’è uno dei ra ‘

Mi migliori mezzi di ragguagliarci scambievol-

Ea mente le nostre cognizioni, od intenzioni;

n i: s’eseguisce in quattro maniere differenti.

ii: 1. S’ impiega il soccorso delia penna, e La Scritto

),t dell’ inchiostro, o di qualche liquore altra- te.

ni mente colorito : quest’ è ciò, che si chiama

ór la scrittura corrente.

hi 2. Si può scrivere con caratteri di stagno, 1 caratterifife- di piombo, o d’ottone, eh’essendo tagliati, inc i sl ‘in ed applicati un dopo l’altro sulla cqrta, dan-■b no il modo di formarvi con un pennello del-M le figure conformi ali’apertura de’medesimi,

>L' e di quel colore, che si vuole. Questa Sent-ir. tura, la di cui pratica è lunga, non lascia

p d’ esser pregevole per la gran 1 indura, ch’ellapuò mettere nell’esecuzione. Ne siamo obbli-gali agli antichi Religiosi, che solevano gua-j,;. stagnarsi il vitto copiando buoni libri. Que-

tl£ sto metodo era spezialmente in uso nei titoli

, JUÎ de’libri, e perle lettere iniziali.

. 1 z. Ci serviamo di tavole di legno, o di L’inta#iìs..p. lame di rame, sulle quali si son formate del- tere!" 1 * 1 "

iW : le lettere, o quelle figure, che si vogliono;

jj il che rientra nell’invenzione dell’ intagìiatu-

j ra. Il martello dei monetar], ed i sigilli so-

jjjj no le pruove dell’antichità di questa Scrittu-

,, ra :