Band 
Tomo duodecimo.
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IZ2, Lo Spettacolo

Seconda de son tratti, e di nuovo esposti ali’aria so»Conti- vra corde.

dell’ Il capo della sala, dove s’incolla la carta,ti , che f a bollire sedici ore alla fila una colla com-scono. " posta di cimature di cuoi, e soprattutto di ra-schiature di cartapecora con un po’ d’alumedi cristallo. Si mantiene chiara, e tepida inuna caldaia di rame. I fogli vi fono immersi,poi mesti sotto il torchio, che sforza questacolla ad insinuarsi nei più larghi pori, o ca-vita dello straccio, e getta fuori del mucchio,eh’egli calca, tutta la colla superflua. L’ef-fetto di questa operazione importante è d’im-pedire che la carta non beva; difetto, a cuisoggiace, qualora è umettata da qualche li-quore, e troppo poco incollata. L’azione na-turale dei liquori, che si toccano, è di ten-dere a mescolarsi con uguale porzione. Don-de nasce che 1’ inchiostro arrivando sur unacarta umida , cerca d’estendersi ugualmenteali’intorno nel 1’ umidita, che v’incontra. Ilmale è ancor maggiore, quando restano tra le/fibre dello straccio intervalli più, o menoprofondi, dove l’inchiostro si dispergerà, sela colla non gli ha ben colmati.

Dal torchio i fogli incollati passano allo sten-ditoio , e quinci ritornano ancora sotto il tor-chio . Si scelgono dipoi col rifiuto dei difetto-si . Si lisciano i buoni con una pietra alquan-to fregata nel grasso di castrato : si piegano indue, e s’uniscono in numero di venticinque,che fanno il quinterno . Tutt’ i quinterni ri-passano sotto il torchio, in cui,fon ripuliticol risecamento delle loro estremità più ine-guali . Talvolta sono esattamente cimati co-me