SecoKDA
CONTI-
HUAZIOME
otti’ Ar-ti , CHEC’ ISTRUI-SCONO -
La Stam-peria-
L’Arte discrivere.
I54 LO SPETTACOLO
ra: ma fardi è venuto in mente agli uomini1’aggiungervi il soccórso dell’inchiostro, e deltorchio.
4. L’ultima sorta di scrittura è quella, ches’ eseguisce con caratteri mobili, cioè a direcon zeppe di getto, o picciole lame di metal-lo terminate da lettere, e d’altri segni spor-genti in fuori : queste lame disposte sur un’arnese, strette l’una con l’altra, e non pre-sentanti esteriormente che le loro figure di ri-lievo, non ricevono che su queste figure l’in-chiostro denso, e glutinoso, con cui si sono fre-gate . E? dunque necessario che non imprima-no altre tracce che quelle di questi caratterisulla carta, che vi §’ applica con un torchio,Quest'è ciò , che si chiama la Stamperia.
Quest’ultima maniera di scrivere riunisce,e supera Futilità delle tre altre; perché pre-senta ali’ occhio un carattere piò regolare, emeglio nutrito di quello della Scrittura cor-rente. Ella dà, come fa la terza, il comododi moltiplicare prontamente le copie d’ unmedesimo pezzo; ed ha , come la seconda, ilvantaggio inapprezzabile d’impiegar delle let-tere, eh’essendo poi separate, e messe in ser-bo nei loro posti, serviranno più volte, e inopere tutte differenti.
Ogni secolo, ed ogni Nazione ha la suamaniera di scrivere. Il primo aspetto di que-ste varie scritture ne fa riguardare l’imparar-le, o la semplice lettura come qualche cosadi molto difficile : eppure il tutto è sì schiet-to, e sì facile, che non ci dovremmo ricu-sare nè la facilità di scrivere passabilmente,nè quella di leggere i Manoscritti dei vari secoli.
I me-