1 6z Lo Spettacolo
Terza der gli uomini sociabili, ed offiziosi: vorreiCosti- che la Verità ne fosse il principio , ch’i fat-deel’ar- ti, che mi fi trarranno, come i beni, che mitiistrut-( j promettono , fossero perfettamente certi.TIVE ‘ Ch’altra regola degg’io seguire eh’il mio ra-ziocinio? E come posa' io accordare il miosuffragio a Solennità non approvate dalla miaRagione? Ma non dovrebbe questa contentar-si d’esser convinta da prove di fatto ! E sicred’ ella molto più perspicace nelle sue as-serzioni filosofiche ? Che concepiam noi, quand’usciamo dai numeri, dalle misure, e dai pri-mi dovefi dell’umanità?
Il Neutonismo, eh’oggidì col suo appara-to geometrico vende lucciole per lanterne atanti begl’ Ingegni, non esig’egli il Sacrifi-zio della nostra Ragione? Convien’esserepiuc-chè credulo per istabilire nel centro della no-stra Sfera un corpo luminoso, che di momen-to in momento disperga ali’intorno una so-stanza sempre novella, la qual s’estenda suc-cessivamente , e senza il minimo inîerrompi-mento a centinaia di milioni di leghe cudi-che . Dove mai prende il Sole questa massaspaventevole d’una sostanza sempre rinascen-te, e dopo il suo slanciamento eh’è di lei?L’Incarnazione al contrario è possibile : m’importa assaissimo eh’ella sia vera: se con ciòè provata da’fatti, la mia Ragione dev’esse-re interamente appagata.
La Ragione di tant’altri, eh’bando ammessocome una Verità certa l’Incarnazione^del Ver-bo, dovett 1 essere offesa come la mia da ciù,che vi si trova di malagevole da comprender-si ; e in fatti convengono che la lor credenza
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