delia Natura. i6j
l9îb Se’l Deista, invece di stordirsi con uni Me-r ' s $ îafisica versatile, che dice a ciascuno ciò, eh’
â ^ egli ha gusto di sentire , s’ attenesse sincera-
gli mente al sensibile,.ed alle induzioni, che sca-turiscono dal concorso di dieci mila monu-g- menti eh’abbiamo delle medesime Verità; il[S 'i; segnale delle nostre Orazioni, in cambio digettar nel suo cuore la mestizia , o l’inquie-ti rezza, vi risveglierebbe sentimenti di speran-lec; 2$., e di giubbilo: s’arrenderebbe fedelmentet£ f ! - a queste feste, di cui conosce, anche al suaà dispetto, 1’utilità; ed onorerebbe queste adu-^ (* nanze rispettevoli, che stando attaccate conìoittt una catena non interrotta ai primi giorni deiffioct: Cristianesimo , non solo ci rammemorano idÌEi fatti, ma ce li dimostrano,mi I nostri libri vestiti di coperte, e dì figurep* di getto , i nostri fonti Battesimali, i nostrigran candelieri, e tutt’i nostri strumenti mo-rAk derni si trovano conformi ad altri più antichi,na; che non lo sono i nostri tempi medesimi. Laitile destinazione degli uni, e degli altri è la me-efi: desima. Ne risulta un linguaggio, che non sip«t cangia punto. Tutti que’gran vasi di getto,ié che la Chiesa impiega nel suo servigio, con-te corrono ugualmente , bendi’ in diverse ma-3*1,: niere, ad istruirci. Tutti, oltre soggetto, eUnii la funzione lor propria, ci presentano, de’mo-Bî aumenti, ed attestano la conformità degli usi,M e della fede. Portano le date, e i nomi de”Fedeli , che n’hanno fatto, un regalo alla So-lilo» cietà. Ma le utili lezioni, che ci danno, fai-»gono molto più in alto del Secolo, che gliJjjj,* sia veduti gettar’in bronzo . Ignorar non si puòM qste fono stati costrutti d’ una materia dureva-.
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