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della Natura. 215
La verità di questa massima è tutt' i gior- Tekz4l ®'« ni sotto i nostr’ occhi . Se mettete la mano Covti-sul l’estremità d’una trave, e se si batte siili’ oell'mŽl! ft> altra con una mazza, le parti delia trave re- riî,c siano invariabilmente legate non ostante la TIVE '
’®. scossa: ma al primo colpo la vostra manopo-sta negligentemente si distaccherà dalla trave.
: 'M Se con un grosso martello percuotete lo sii-pite d’una finestra, dov’è attaccata un’infe-ste’ gna; 1’ appoggio invariabile verso i suoi at-» li» tacchi, s’ agiterà verso 1’ altra estremità , cveti: vedrete l’insegna andare, e venire. Nel me-
1 S,! desimo modo al passaggio d’una carrozza, oùji d’una forte vettura sotto le finestre della vo-sita cucina, i tegami, e i pajuoli liberamen-te sospesi s’agitano, e fissionano, mentre iiiét muri, e i grossi Mobili non provano eh’un■x moto poco sensibile , che non vi scomponea,; niente . Se sospendete a cordicelle cinque, o[« sei globi d’avorio che restano immobili, foc-aii candusi 1’ un l’altro alla fila, e se tirate a vo!ià il primo di questi globi per lasciarlo ricadertre: sul secondo, questo riceve il moto, e lo tras-
si, mette al terzo senz’ uscir di luogo . Il terzoparimente fermato dal quarto gli comunicaup un’azione, che il quinto senza muoversitras-porterà subito al sesto. Quest’ ultimo, eh’ èâs libero, e senz’ostacolo, si stacca solo, ritor-^3 na, e rimanda al primo una parte dell’ urto *
B che n’ha ricevuto , L’azione .è reale in tutt’i globi : il trasporto non è sensibile che negli;! estremi, Questa Fisica è conosciuta dai fan-ciulli medesimi, quando s’esercitano al giuo-i) co dei globetti di marmo. Applichiamo que*
^ fie sperienze al fenomeno.
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