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forma esteriore, il fornello d’abbasso per fon-dere, e fare scolar le cere; e il fornello supe-riore per fondere, e versare il metallo nel Va-cuo abbandonato dalla cera.
La fossa è un buco scavato in un luogo sec-co, e alquanti piedi più profondo che la Sta-tua non fata alta. Questo buco è quadrato, otondo, od ovale secondo gli sporti, o riseghedi’certe parti, che deve aver la figura. Si ri-vestire l’interiore di questa fossa d'un gran mu-ro di paramento.
S’opera in un’ altro modo, quando la sta >7tua è straordinariamente grande, 0 quando s‘ha gusto di vedere gli effetti della figura, chefar'a fatta di cera, riguardandola da differentipunti di lontananza; o quando si teme l’insi-nuazione dell’acque, che penetrano la terra,e che possono arrivare ali’ Opera salendo dopole gran piogge. Si lavora allora in tutta liber-tà. ralente la terra, e s’alza un forte ricinto dimuri capace di resistere alla spinta del metalloin fuoco, e delle terre, che vi .s’ammucchie-ranno fino al colmo.
O si debba lavorare ralente la terrà, fuifondo d’una fossa, si comincia dal costruire fuisuolo un corpo di mattoni, di tetra grassa, edi creta, sotto il quale si fa un fornello, se l’opera è picciola, o spazj separati da mitri suf-ficienti per ricevere il legno, e il carbone, chevi si dee bruciare da una parte, e dall’altraper portar dappertutto il calor necessario, seî’opera è grande, Questo corpo'di base è co-perto, o anche abbracciato da una forte infer-riata , che ne fa un tutto inconcusso. Si pren-de cura soprattutto per la conoscenza, che s
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