bella Natura,
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QCgl BRONZO .
* gior mole. Finita la cera colle vesti, arie, e LeFigb-t‘ fattezze, che vuol dare al bronzo , si potrà RE GET ~® di nuovo esporre la figura alla critica^ intendenti, e farvi le riforme necessarie. La„ cappa, che per la mollezza delle sue [primeE; giaciture prenderà T impronta di queste cere,
* la conserverà, allorché il fuoco n’avrà proc-curata la fusione, e il totale scolo.
V’è, soprattutto per le grand’opere , un’ Il modelloaltra maniera per far’il nocciolo, e la cera:
dì gesso, ela forma di
quest’ è avere una figura ben compiuta per gessoservir di modello. Si può farla con la terrada vasajo, la quale maneggiasi facilmente, opiuttosto farla di gesso , se i preparativi delgetto debbono durar lungo tempo. Schivansicon ciò gì’inconvenienti del gran caldo, e delgran freddo, che tormentano la creta, e ali'opposto non distendono, né tagliuzzano il les-so. Su questo modello ben’eseguito s’applica-no varj pezzi pur di gesso, che ne prendonoesattamente tutt’ i lineamenti , e che ve nepossono distaccare senza disordine eoi mezzodell’olio d’oliva, e del levo, di cuis’intona-ca la parte. che s’imita. Questi pezzi di ges-so regolarmente tagliati , e ritirati dal mo-dello, si chiamano Concavi : vedetene la ra-gione . Si raccozzano accuratamente questiConcavi, tutti insieme fui modello, disponen- ; Lancivi,doli per giaciture sino in alto. E’certo così,che s’uniscono strettissimamente, e s’incastra-no perfettamente frutta la figura . Si notano,per trasportarne al bisogno tutto il complessosul nocciolo. Si riempiono di cera dopo d’a-verli unti coll’olio, e le si dà una grossezzaproporzionata alla mole. Questa grossezza dev’
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