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Tomo duodecimo.
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283
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delia Natura. 283

âvvezza a por dappertutto una giusta misura,ed esatte proporzioni. Il suo gran Merito è ,in conformità demiei Voti, dessere osserva-tore, e sperimentato. I suoi occhi, e la suamano gli hanninsegnato ciò, ehegli sa. Que-gli, che Voi mobbiettate, è il Fisico damericercato. Que' è il mio uomo , e senza li-bri, o con libri vorrei che fosse imitato. Coilibri, coi viaggi, colle ricerche sarebbesi inol-trato maggiormente . Ma in qualunque modo,e] in] qualunque grado sacquistino le cognizio-ni, in qualunque maniera si formino gli spiri-ti, divengono utili a proporzione delle hr' otftr-vazioni , e della loro sperienza .

gli uomini, le lor Opere non hannofnai tratto il lor pregio altronde: e se ai no-stri giorni le Scienze hanno preso qualche rea-le accrescimento, questè perché sono state aiu-tate da un secolo in qua con maggior numerodosservazioni , e di Sperienze. Quei tutti, incui domina tal gusto, sono spiriti felicementeinquieti, che voglion veder tutto, e che nonpossono vedere accanto dessi un parto na-turale, senza cercar 1 uso, che può farsene; alcunopera dellArte senza riflettere sullaperfezione, a cui potrebbe giungere. Vengo-no subito i Saggj : vengono le speranze, tal-volta utili traviamenti, che rimpiazzano benespesso una cosa superiore ai nostri sforzi collincontro dunaltra, a cui non si pensava.

Dobbiamo aliesperienza quanto di buonoabbiamo acquistato da cent anni in qtià. Aquella di lotticeli! sull elevazione dellacque ,e notî già a Cartesio, dobbiam la ricca cogni-zione degli effetti dellaria. Se ci smascelliamo

dal-

V

Ricapi-tolazio-ne dellArti.