Band 
Tomo duodecimo.
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delia Natura. 285

altrevolte alia Nobiltà lo sprezzo, che pareva Ricarr-ch’ella, facesse delie Scienze. Discolpavasi la roi-ario-.Nobiltà adducendoora l’inutilità, orala brut- àia -^rezza delle Dispute. Non v'è nulla di ciò nel-la Fisica sperimentale. Ella piace ai Piccoli,ed ai Grandi. Ella gli attacca tutti con effet-ti presenti , e con aggradevole speranze per 1’avvenire.

Con generale applauso s’aprono fra noi, epresso i nostri Vicini de’Corsi di Sperienze,eh’abbracciano tutta la Fisica, e tutto ciò,che si fa per la Società. Le conferenze, cheda quindici anni in qua l’Ab. Nollet ha con-tinuate in Parigi, hanno avuto un rapido suc-cesso, e sono anch’in oggi così assaporate , co-me nel fuoco della prima Moda. Le nostreProvincie una dopo l’altra o lo consultano, ol’invitano a venirle ad istruire. Si volle averle sue Macchine, o sentir lui medesimo nel?Accademia di Bordeos, nell’Università di Rems,nell* Accademia di Ginevra, e nell’Universi-tà di Torino. Egli ebbe ancora per uditoriPrincipi e Principesse, Regi e Regine.

Convien confessare però, che trovatisi cer- Obbjezio-ti Letterati, i quali si spaventano dell’ aceo-^glienza favorevole, che sa ’1 nostro Secolo alla checorro-Storia naturale, alla Fisica sperimentale, chen’è la conseguenza, ed allo studio dei lavoridella Società. Pare ad essi, che con ciò le bel-le Lettere sieno minacciate d’una pronta deca-denza . ,, Non si conosce questo rischio ( di-„ con’eglino ), eppur’egli è malissimo. Non„ si nem’egli di rovinare tutta la venustà de-„ gli spìriti, e di renderli così aridi , com’ i„ nostri vecchj Scolastici, assuefacendoli adi-

cife-

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