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goziante Amico vostro, rendermi un conto se- itétì&fcdeie di ciò, che significava cambio, vigliecti, merzìu *■é lettere di Cambio, per rimettere uri paga-mento da una piazza ali’altra senza essere in-caricato dei rischi inseparabili dal trasporto deldanaro? V’ho udito far chiaramente la diffe-renza del giusto benefizio del cambio dall’in-teresse, che s’esige contro le leggi oltre il Ca-pitale prestato senz’abbandonarlo. V’ho uditoespor le ragioni addotte in difesa dell’ usura ar-bitraria, poi qualificarle di parole, che battonParia; perché non troviam sicurezza che nelletegole prescritte dalla Chiesa, ed invariabil-mente mantenute dai Tribunali secolari, perfissar la ragione, e per chiuder la porta alla cu-pidigia , V’ho veduto afferrar fortemente ilsaggio principio, che mantiene il riposo nellaSocietà, preferendo !' insegnamento della Chie-sa al discorso; perché la regola della Chiesaimpedisce la distruzione dei particolari collagiusta moderazione dei profitti ; dove che lacupidigia, anche latisi odiosa, non manca maidi salvarsi sotto la protezione della falsa Filoso-fia . Ella seducesse stessa, e si nasconde la suapropria bruttezza, immaginandosi d’ esser’ il ri-fugio di quel)i, che sono tribolati < La cupidi-gia non agiste mai senz’ autorizzarsi con qual-che discorso, sovente spezioso ; ma sempre fri-volo, poich’egli è senza sicurezza.
Non s’ è mancato dimostrarvi l’estremo van-taggio della rimessa del vostro danaro a Lione, cambio?a Roma, 0 a Londra con una lettera diretta alVostro Corrispondente, per cavar la vostra Som-ma da un banchiere, o Mercante residente su’luoghi ; Vi s’è fatto Conoscete 1 ’ uso ulteriore,
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