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per aver’ il soccorso dei libri , che sono il i t couprimo supplirpento dell’ esperienza , che ci merzî»manca. Ma gli Antichi , e molti Modernihan piuttosto messo ne’lor libri ciò, che a-vevan sentito dire, o ciò, eh’avevan pensa-to, che ciò, eh’avevan veduto , o provato.
Siam ben lontani dallo sprezzarli : quali curenon prendiam noi per intenderli? Ma è ma-nifesto che quelli, eh’han veduto , e prova-to , son di ragione le nostre prime bibliote-che .
Confesso ch’i libri possono , come quelladi Plinio, aiutarci anche dicendo il falso, seprendiamo cura di rischiarar tutto, e di ret-tificar tutto col soccorso dei testimoni , deimallevadori, e dell’esperienza : ma ascoltan-do un Negoziante sperimentato , s’ attingealla Sorgente. Le cognizioni, eh’in tal mo-do s’acquistano, non fono sfigurate nè dallamoltiplicazione dei racconti , nè dalla me-scolanza degli altrui pensieri. Egli medesimoè il sicuro Comentatore , ed il mallevadorfedele di quanto riferisce. Egli l’ha veduto:il timore degli sbagli 1’ ha tenuto attento atutto ; e di che mai questo timore non l’haegli istruito?
Disposizioni de’Mari, delle spiagge, e del-le Provincie , misure de’tragitti , rischi de’viaggi, bisogni, ed interessi nazionali , leg-gi, ed usi de’luoghi, inclinazioni dominan-ti , maniere di diversificare la sua condottasecondo i caratteri, e le usanze , produzionilocali, curiosità naturali, invenzioni moder-ne , o sia per procurare dei soccorsi primasconosciuti, o sia per perfezionare ciò , che
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