Band 
Tomo duodecimo.
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Îl Com-

*IERZlO .

Le nostredue manie-re di viag-giare .

r§8 Lo SPETTACOLO

difficile che la nostra Conversazione si raggiri tisur una più gustosa Materia. u ,

Vi son due metodi di far viaggiare i giova- pini gentiluomini. Il primo è di far che militi- jino. E'superfluo il parlarne alla presenza d'unMilitare. Mi contenterò di dire che sarebbe infacile il renderlo più profittevole, facendovi ^uso di ciò, eh ho notato che mancava al se-«rondo. Vi discorrerò di questo solo, il qual 0 |consiste, come ognun sa, in condurre ungio- [oivane accompagnato dal suo Ajo nelle più bel- K ile Città del nostro Vicinato, e spezialmente leu

in Italia. ut

Questi viaggi intrapresi fuori della Milizia kson poco frequenti fra noi, e molto consueti Wagli Stranieri. Non andiam quasi mai da lo- ! aro, fuorchin tempo di guerra; ed appena la j'jpace è fatta, ehessi vengono continuamenteda noi. Fanneglino meglio di noi, che non p[viaggiamo molto; e quando viaggiamo , lo ;J efacciam noi così bene, corriessi? Pare ehab- àsdamo ugualmente torto in .viaggiar poco, ? immale. f

Nof viaggiamo poco. Questè una condotta ^conosciuta , e spesso rinfacciata alla Nazion ^Francese. Come sene discolpa ella? Possiamo, àidicesi, attenerci ai nostri vantaggi naturali; Ml

Troviam fra noi la dolcezza d una Società pu- àiiita . Non si trascura in Francia il Coni-merzio, se Arti, le Scienze. Che ne- mcestita vè dandara cercare ben lontano, e a i £t(grandi spese ciò che noi abbiam fra le mani? [> 0Talè la risposta del puro pregiudizio secon- r edato da molta pigrizia, e da un gran fondo j E ]fiamor proprio, Non vè niente più acconr ^

ciò