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Tomo duodecimo.
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LO SpETTACOtO

Tt Com- con i^egno la dimora degli antichi Prodi im-mèrîio . piegata in lavori manuali. Può essere che laplebaglia dei contorni obbligata a comprarle legne un po' più caro maledica un cangia-mento, che fa la prosperità reale del Can-tone. Ma ehè mai di tali giudizi presentatialla luce? Il ben pubblico devessere la re-gola della nostra stima, comè il fondamentodella vera Nobiltà.

Così ne pensava Luigi XV, allorché accor-rendo dal fondo dePaesi bassi al soccorso dellAlsazia attaccata, egli si tolse giù di stradalospazio di più leghe per onorar colla sua visitai lavori di S. Gobin , di cui si fece render con-to mi notissimo .

Così ne giudicava Luigi XIV, quando con-cedette i più bei privilegi, e le più vantag-giose distinzioni agli autori delle manifatturedi Sedan , e dAbbeville. Ne ommetto moltaltri. Ciò non è stato colla speranza che idiscendenti dei Signori Cadeau, & Van--bais impiegassero i lor fondi nellacquisto diqualche carica inoperosa, ed in fine vivesseronobilmente senza far nulla; ma ciò è stato,affinchè queste famiglie continuassero a soste-nere il lor rango con unattività veramentesalutevole allo Stato, moltiplicando utili cor-rispondenze cogli Stranieri, e facendo viverèmigliaia di Cittadini. La sola manifattura dAbbeville noccupa più di duemila e cinque-cento in un ricinto di mille piedi quadrati, èfa parte della sua abbondanza atutti contorni.

Non è pericolo che si veggano in oggi inostri Franzesi invaghirsi delle stoffe dInghil-terra, e dOlanda, ed inviare il lor danaro

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