della Natura. 327
Tro un serbatoio comune, c per la sagace di-stribuzione che ne fa in varie canne dell’orga-no, trae da una cassa mutolai più chiari suo-ni , i più ricchi concerti , ed anche più ca-ratteri della voce umana. Fa d’avvantaggio.La forza dell’aria divien la sua: egli 1’ arre-sta nei raggiro delle superficie oppostele , e lamette tutt’ i giorni al suo servigio per ma-cinar’ il suo grano , per elevar le sue acque ,o per trasportar se stesso dove gli piace, nel-le nove mila leghe, di circonferenza, che ab-bracciano per ogni verso la sua abitazione.Così’n tutto ciò che produce , e in ciò chedirige , è 1’ immagine del Creatore , e delConservatore dell’Universo , perché non cessad’inventare, di mantenere, di riprodurre, edi governare,
Ma l’uomo, che governa tutto, ha biso-gno egli stesso d’essere governato: e siccomedopo la colpa non v’ ha niente eh’ abbassi piùl’uomo, che l’indolenza e l’inutilita, così do-po la Virtù non v’ ha niente che 1’ avvicinipiù al suo Modello , che la grand’ arte dicondur? i popoli, di maneggiare gli spiriti,di conservare i corpi , e di far servii:’ i ta-lenti come i beni al profitto comune.
Gli uomini, eh’abbiam finora considerati,non sono che particolari, i quali hanno cor-relazioni fra loro d’utilità più, o men gran-di ; ma non esercitano alcun potere su i lo-ro simili, Gli aiutano senza governarli. Ec-co altre disposizioni, e nuovi Stati , in eoitutto si muta. Quei che li riempiono , son’uomini pubblici , e incaricati (per ora nonesamino né da chi, .né a qual titolo) di va-
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La Polì-tica , o \Governode’ Popo-li .