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Tomo duodecimo.
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347
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beila Natura. 347

li dopo molti tentativi. Queste son maniere, l*P otr-este mannoiano eccessivamente. tica,o ! c

Eccettuati alcuni termini un po troppo en- de^Popo-fatici, vi dico parola per parola i lamenti dun viaggiatore, con cui mi trovai, poche set-timane fa, e che non si curava molto di ve-dersi naturalizzato fra noi. Egli anche- rinfac-ciava ad un mercante di Vitti, che gli era al-lato, la sua tranquillità.

Signore ( risposegli il pacifico Sciampagnese)permettetemi di dirvi, che con molta rettitu-dine nello spirito avete troppa facilità ad alte-rarvi . Voi non sarete mai felice . Non v hoveduto ridere dopo lavventura di quelle dueuova fresche, per le quali lOste di Scialbo vidimandò irremissibilmente quasi tanto, quanta noi altri, a cui egli aveva imbandita lautamensa per un prezzo assai scarso. Ecco quelche vuol dire il tenersi in disparte. I regola-menti son fatti per uomini, che vivono in So-cietà; e non son mal intesi. Inutilmente chici alimenta per viaggio, ei apparecchia un pa-sto , se la compagnia Io ricusa. Inutilmente unimpresario §'incarica a grandi spese davere ,vetture regolate da un luogo alialtro, seIRecon un privilegio esclusivo non rende infallibi-le questa impresa. Voi, ed io facciam contodi partir dimani colla carrozza di Lione. Puòessere chi cento franchi, che ci si chiederan-no pel trasporto, e per lalimento, vi paianounavanìa; perché volete vivere a vostro ca-priccio. Questè , dite Voi, contrario alla li-bertà dell uomo - Ma se trattate luomo co-me si fa nella nostra Metafisica, quest è unuomo dunaltro Mondo. Godendogli rigoro-

samen-