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Tomo duodecimo.
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bella Natura.' 351

Vangelo può farlo . Dunque se la Sicurezza del L&P01.1-privato è strettamente connessa colla sicurezza, tic* , o’ted immobilità del 'ssrqno, donde il Sovrano ce^Popo-regola tutto; il Vangelo, eh’assicura ai Re Fu.ubbidienza, è altresì il più sicuro fondamentodel riposo de’popoli.

Posson’ eglino esser sottomessi al Re o peltimor della forza, o per la coscienza e l’inti-ma persuasori del dovere, che ad esso gli at-tacca. Voi ravvisate subito la differenza di que-ste due ubbidienze, e vedete quanto sia 1’ unaincerta, e stabil l’altra. Appartiene alla Ra-gione, o alla Religione il fissar su questo pun-to la Coscienza? Io per me credo, eh’in ciò1’ una , e 1’ altra si coadiuvino scambievol-mente .

La Religioni Cristiana ci dà la più grand 4idea dei Re, ai quali ci sottoponghiamo colvincolo del giuramento. Molto ella distinguela lor persona, e le loro qualità personali dallor potere: ma non distingue punto il lor po-tere dall’ Ordine stabilito da Dio (Rom. iz. 1.)dimodoché resistere alle Potenze è lo stesso cheresistere a Dio ( Ibid. v. 2. ) Ella vuole ch’ogniÀnima, senz’alcuna eccezione , ubbidisca alRe, ed a’suoi Ministri, ( 1. Petr. c. 2.)ono-randoli, e pagando il tributo e le taglie nonsolo pel timor del castigo, ma anche per l’in-tima persuasiva del dovere (Rom. iz. 5. e/.)

Ella non ammette alcun pretesto di ribellione,neppur quello d’irreligione , o d’idolatria .

Vuole che si renda al Principe, e a Cesare me-desimo, quanto egli è dovuto: e fi cesserebbed'esser discepoli di Gejucrifto , mancando di- fe-deltà al Re , come mancando di fedeltà a Dio

mede'