Band 
Tomo duodecimo.
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La Poe-tica , o ìGovernode’ Popo-li.

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medesimo. Il Vangelo in tal modo svelledal-la radice ogni ribellione, ed ogni disubbidien-za > Egli assicura possentemente i fondi, e lasalute dello Stato, dichiarando così colpevoleil rifiuto di pagar’i tributi, come è colpevol jquello di pagar’i debiti. «

La condotta dei Cristiani, che nei tre pri- emi Secoli riempivano le campagne , le Cit- fita, e le Armate degl’Imperatori infedeli, è : tiil contento del Vangelo . Colla semplice di- tiserzione potevano sottrarsi alla lor crudeltà: fil’Imperio avrebbe mancato d’ agricoltori , d’ tiartigiani, e di soldati: ma si tennero tutti in edovere. Perché intendevano benissimo la dot- qtrina del Salvatore , furono invariabilmente cfedeli a Liberin, sebben’ idolatra ; a Nerone, csebben persecutore; a Giuliano, sebben’ apo- ilstata. Si conosce che la predicaron del Van- „gelo persuadendo alle gran Società il dovere eiche le attacca al lor Principe , è un mezzo ,gagevole, popolare, ed efficace di mantenerl’ kordine pubblico colla stabilità dei Re; e che sprenderne la scelta arbitraria , o il comando nincerto è un non conoscere lo spirito del Van- kgelo, che rende le lor persone, e i lor drit-ti ugualmente sacri, ugualmente inviolabili, nCi dà forse qui la Ragione lumi così con- îivincenti, o ugualmente propri a contenere i npopoli ? Convien forse eh’ i Re facciano più ucapitale della ragione, che della dottrina del iVangelo, e del costante esempio de’Santi? î

Ecco cib, che la Ragion sembra dir di piùpreciso su questo importante argomento . Senon v’è sulla terra, o se non si trova in un’Isola eh’un sol padre coi figliuoli, eh’ha avu-ti

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