Band 
Tomo duodecimo.
Seite
363
JPEG-Download
 

DELIA NRAATU. 363

E piìl ammirabile si è, ehogni oppimene è LaPolî-maniìesta per si essa, e che le pruove ne so- tica,oi.no più forte 1una, più perentoria 1 altra. Vo- de^Pcwo-lete voi ehio minterni negli andirivieni di ».questo laberinto.- 3 Fo giustizia agli Autori ditutti questi Sistemi : siccome non sono schiavodei lor pensieri, così essi non soggiacciono- aimiei. Ma seI poter Reale non ha migliori*predicatori che i Filosofi, in una gran va-rietà di sentimenti lorigine ne parrà sempreoscura, e i principi della nostra ubbidienza ri-marranno in una strana confusione.

Ciò, che nho detto, parmi schietto e pro-fittevole a chi volesse intenderlo favelliamoneal popolo. Ma chi. sonio per favellargliene?

Con qual ragione pose io lusingarmi , che imiei pensieri saran meglio ricevuti che gli al-trui? Ho ben più motivo di credere, che sa- ascoltato meno dun altro . Indarno rnuni- con altri Filosofi ehabbiano, sè possibile,le mie stesse idee: in quali tribune, ed in qualforma farà mai la Filosofia intendere al popo-lo ciò, ehegli debbe al suo Re? Porremo nelibri la nostra dottrina: ma il popolo non leg-ge . Lo congregheremo noi, che siamo senzaMissione, e senza carattere? Saremmo o po-co ascoltati, o presi per fanatici. La Filosofiaha fatto in tutti i Secoli delibri , o delle dis-sertazioni verbali. Ma le sue idee non fan col-po fuori della Scuola : appena ardiscono di mo-strarsi, e lo farebbero inutilmente. Hanno unprocedere, o unaria che rigetta i popoli. Essinon vi truovano che del suono . Da più didue miss anni in qua che si fa menzione del-la Repubblica Platonica , i popoli non han-no