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Tomo decimoquarto.
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BELLA NatORÂ. Z

altresì !' unica procedura che convenga nel!'esame della legazione di Gesù Cristo, e deisuoi Discepoli. Lasciamo a parte il trattatoe le parole, delle quali si dicono apportato-ri; vediamo i loro poteri: noi potreffirrio in-gannarci nel!'esame del trattato; ma esso nonpuò non essere degno di tutti i nostri ossequi,se i lor poteri sono divini. Ora Tesarne deipoteri è agevole: è una procedura ordinaria,e noi vi siamo avvezzati. Le regole si rin-vengono nella società. La miffion degli Ap-postoli è ella nota ? si attendevano eglino?hanno essi delle lettere di credenza? produconessi delle testimonianze che appaghino ?

Vi sono due sorti di testimonianza, quellache noi ci tendiamo a noi stessi, e quellache a noi si rende. La prima, che chiamarfi può la testimonianza personale, è admiffi-bile a proporzione delle buone qualità di co-lui che la fa. Ma in generale la testimonian-za che si rende a se stesso, se é sola, è unapruova debole; perché gì’ infingimenti dell’amor proprio ispirano una giusta diffidenza.La cosa non è più così, qualora a quella pri-ma testimonianza un’altra se ne aggiunga na-turalmente più degna di fede. E' questa, latestimonianza esteriore, la testimonianza pas-siva, che si riceve d’altronde, o quella, cuigli uomini fanno a degli altri Uomini, di rico-noscergli per gente senza taccia, o di averglitrovati veridici in Un racconto, o di aver ap-preso per via di mezzi non sospetti, che sonoessi incaricati di una commissione, per cui deb-bono essere ascoltati.

Cotesta testimonianza è forte e soda a prò»A 2 por-

La CîMâ * 3

STRAZIONB

Evangeli-ca .

Le testi mimanze ne-cessarie .