bella Natura. ig
vii te i malati (a). Coteste miracolose guarigio-ni ni trovaronsi essere cotanto moltiplicate e no-ria- to rie, che gì’Increduli tanto Giudei che Gen-ie!- tili giudicarono più agevole attribuirle allaa, magìa, di quel che fosse il negare ciò eh’eratu- pubblico ed universale .
de Ma cotesta attribuizione era vuota di sen-San so, e nulla aveva d'intelligibile, fuorché la■ di confessione dei fatti. Così ella diventa una’eg- delle pruove del Cristianesimo,ni Inutilmente crederebbe!! di poterne eludere- la forza, confondendo la dottrina dei Cristia-
P ni, e quella dei Pagani intorno agli spiriti,
al e cercando di spargere su tutto la stessa in-da certezza, e lo stesso ridicolo. Questo è imi*
ira tar i Pirroniani, che mettono nella stessa Ca-
di- tegoria i fogni di quei che dormono, e le
successive idee di quelli che vegliano . Ma siti! lascian dire i Pirroniani, est ammette la dis-fa» fetenza che passa tra il vegliare e il dormire,non Non si prende abbaglio : non s’ingannano nep-pre- pur eglino stessi.
im- Ciò che i Cristiani ammettono circa il mi-ete nistero degli Angeli, e circa la malignità de-an- gli spiriti dicaduti dalla giustizia, é fondato,
via- come il resto della rivelazione, su P unifor-mi- mira dei fatti, che cospirano a un medesi-
mo scopo. Il Vangelo essendo dunque prova-si- to da fatti di tal natura, diventa la regola
di ciò eh’ è permesso di credere Intorno aiere poteri che Dio accorda, sia ai buoni, sia ai
:fa- cattivi Spiriti ; ed i ristrettissimi confini che
ji- Dio ha messo alla sua rivelazione su questo
:sti punto, sono altresì quelli, dentro i quali i
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