Band 
Tomo decimoquarto.
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SEtiA Natura. 27

la dottrina del Salvatore alle nazioni stranie-re. Contuttociò cotesti Predicatori furono in- str azionetesi per tutto . Introdussero la fede , e pre- e - ,& nqei->stamente formarono delle numerose Chiese in CA ‘alcune Citta, nelle quali i Filosofi più eloquen-ti a stento aveano radunati essi alcuni Disce-poli scioperati, o amanti di disputare; e inalcune provincie, nelle quali la Romana am-bizione non avea potuto penetrare.

Il dono delle lingue nei Ministri dell’Evan-gelo, avvegnacchè necessario per aprir la por-ta alla predicazione , da un’altra parte sem-bra contraddittorio alla prima intenzione, chegli avea scelti semplici, rozzi , e privi dilettere. L’intenzione di cotesta scelta era chela conquista delle anime non paresse puntoopera dell’ eloquenza e del sapere ; ma cheparesse, qual era in effetto, l’opera manifestadell’Onnipotente. Cosi veggiam noi, che ildono delle lingue non è stato dato che conriserva . Quelli , che lo Spirito -metteva inistato di parlare un linguaggio straniero, po-tevano essere intesi : ma questo dono non glifaceva divenire nè Scrittori eleganti, nè gran-di Oratori. Lasciava loro la frase della lorlingua Ebraica o Siriaca, e la semplicità del-la loro educazione. La maraviglia si riduce-va ad annunziar intelligibilmente la missio-ne del Salvatore , e la loro , a dei popoli,dei quali non aveano imparato il linguaggio.

Essi intendevano gii Stranieri , e da quellierano intesi. Ma la forza era nelle loro ope-re, piuttosto che le grazie e la bellezza neiloro discorsi.

L’estrema scarrozza dei loro talenti aggiun-ta.