La Dimo-strazioneEvangeli-ca .
30 Lo Spettacolo
rintj portano le pruove di lor verità anchenella semplicità delle circostanze, intorno allequali quei fedeli aveano chiesto le istruzionidel lor Maestro.
E' egli naturale o possibile il far riceveredue lettere a una grande Societàper rim-proverar a quella varj disordini , che realinon fossero; o per dare a quella delle regoleintorno ai buon uso del dono delle lingue edella interpretazione, se essa alcunacognizionnon ne avesse ? Cotesta pruova è semplice :ella dimostra tutto insieme la esistenza, e laeconomia dei doni miracolosi, che lasciavanoi Ministri in uno stato d’imperfezione, pernon mostrare nei lor progressi se non se lapossanza della mano invisibile ond’erano diret-ti tutti.
D 1 altra parte non puossi nè pur un pocodubitare della realità di quelle lettere , chefurono pochi anni dopo citate da S. Clementeil Romano, scrivendo agli stessi Corintj. Sulfine della prima San Paolo informa i fedeli diquella Chiesa di ciò che si passa in Macedo-nia, in Giudea, in Efesio, in Ancira, ed intutte le Chiese dell’Asia. Tutte queste circo-stanze trovanti giuste. E' appunto in que’ me-desimi luoghi che sonosi da bel principio for-mate le Chiese pisi celebri : hanno esse tostomostrate le lettere, eh’esse aveano similmen-te ricevute da San Paolo : esse scambievol-mente se le comunicavano, e non hanno maiintralasciato di farne la lettura nelle loro As-semblee. Coteste lettere non potevano esserefalse che in un caso ; il qual sarebbe , chequelle Chiese esposte si fossero alla persecuzio-ne ,