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Tomo decimoquarto.
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La Dimo-strazioneEvangeli-ca .

48 Lo Spettacolo

riconoscono essere un castigo giusto, benchésevero ; e gii danno gloria per non aver per-messo che fossero interamente distratti.

Ma qual è il loro fallo? qual è il delitto,cui hanno a rimproverarsi, ed a cui tutti han-no avuto parte? Dopo la cattività, di Babilo-nia non hanno essi dato alcun segno di volerritornare alla idolatria. Hanno essi sempremaifatto professione di onorare il Dio di Àbra-mo , il Creatore, e il Conservatore di tutto,il Dio vero. Chi è dunque quegli, cui essiconfessano, e riconoscono infine per lor Si-gnore e lor Dio?

Tt grand’ errore, il gran delitto, di cui sidichiaran colpevoli, è di non aver conosciu-to colui, eh’era la porta, per cui alla giu-stizia si arriva. Confessano essi , che quellaporta è Tunica, e che allontanandosi da coluich’è la porta, erano ben lungi dalla giusti-zia , cui essi non cercavano se non in se stes-si. S’indirizzano a colui, che gli ha preve-nuti, e ch’è infine egli stesso la lor salute; acolui che dopo essere stato rigettato dai loropadri, come una pietra di rifiuto, ed inuti-le ali’edifizio della Chiesa di Dio, è divenu-to la pietra principale dell’angolo, per daresolidità a tutta Topera.

Questa grande verità, a cui hanno essi persì lungo tempo , e così ostinatamente con-traddetto, divien, per quel che in fatti è,r opera la più ammirabile del Signore , ed ilsoggetto di lor maraviglia. Cotesta opera nonera punto lor nota; edera questa la lor disgra-zia. E'essa infine lor rivelata; e tale noti-zia prima di pentimento , poi di esultanza

riera-