della. Natura..
nat, Gesù Cristo, e le innumerabili testimonian- ^mo, ze refe non meno alla predicazione, che agli strLioneG ir scritti dei Santi Appostoli ; fermiamoci un Evangeh-»o a momento sul carattere dell’Evangelista , da tA '
» cui noi abbiamo 1’ultima profezia. Facciamoirnitî. del Vangelo, in cui essa contieni!, quel con-diti to che si fa di ogni altro scritto , di ogni al-di Ni- tra umana testimonianza, che si fa credibileaditi a proporzione dei segnali di verità ond’ è cor-redata. Nulla v’è, onde facciasi sospetto quelcoli, suo racconto; e tutte le presunzioni sono itiih, favore di esso.
ilo- Si sa dalle relazioni del martire S. Policar-u- po, di S. Ireneo, e di Eusebio, che il Van-ta- gelìsta Giovanni facea sua residenza in Efeso,olio- dove era conosciuto , e onorato da tutte lea Vi Chiese dell’ Asia. Non è stato già il Vange-lo di lui, che abbia introdotto il Cristianesi-mo in quelle parti : ma la notizia dell’ Âppo-L stolica Dottrina, e la singolar stima delle vir-iti» tu di S. Giovanni , quelle furono che feceronon k ricevere con venerazione il suo Vangelo, ferit-imi to ultimo dei quattro. Era sempre la medesi-elìoi; ma istoria (« ), eh’era uscita dalla bocca ditestimoni di vista, che n’ erano stati i predi-re ài calori ; ma meglio circostanziata in più Ca-ino b pi •
M> Non vi era testimonianza alcuna, chefos-jrole, se umanamente più credibile della sua. Nellama: dispersione degli Appostoli costernati dal ti-toli more, egli solo era restato ai piedi del suoDirai; Maestro sin dopo la morte: il che ha fatto,che noi abbiamo il racconto più esatto deliastimo' iscri-
3lli di CO. Skut tradiderunt qui ab initio issi videtunt & »!>-> nistri fummt sermoni !. Lue. i. a.
SII