DELLA Natura. 8l
l|f '< U,i tale annunzio che impressioni debb’eglib f ar e nei Giudei ? Il lor primo moto è di non§' !: voler nulla esaminare, nè vedere, nè sentire
Vi di ciò che loro si dice , o che loro a dito si
mostra. Il loro zelo, eh’è sregolato dall’amorproprio, e che altro pisi non è che una pas-cti siane brutale, in furor si converte: ed in ve-ce di ascoltare i fatti, o di osservare !’ accor-si do degli avvenimenti con le profezie, si tu-rano essi gli occhi, e le orecchie: comincia-ti' no dal perseguitare, anzi dal lapidare i Pre-si' dicatori.
Qui si rileva, quai rivoluzioni hanno dovu-w tosarsi nel cuore di un Giudeo, per istaccar-ti lodai suoi primi pensieri, e per fargliene pren-dere di cotanto dissimili. E' pur di gran for-â 7 , a una testimonianza, quando è resa a una*' î: verità di fatto da cuori, eh’essa guadagna inmezzo a tante prevenzioni ! Un Paolo, un Si-la, un Barnaba convertiti in questo modo,non fono nè dei fanatici riscaldati sin dalla in-fanzia dai discorsi di lor famiglia ; nè degl’E 1 indipendenti , che si rivoltano contro la leg-i(j ge dei loro padri. Son dessi degli uominiIrci prudenti, e di senno, che confrontano le pro-le' messe, che lor si son fatte, con gli effetti,:;<!< che veggono; e non che disprezzare la leggeDj), dei loro padri, cominciano a sentirne la ve-- il ra eccellenza, ricevendo i beni reali, dei qua-bbe- li quella legge era la preparazione e 1’ an-Re, nunzio.
indo Quindi l’estrema cura presasi da S. Paolo,nt in tutte le sue lettere indirizzate alle Chie-tiffi se, nelle quali vi erano molti Giudei conver-titi, come in quelle ai Romani, ed ai Gala-» Tomo XIV, F ti,
La Dimo-strazione
E.VANG ELI-CA .