Cella Natura. §3
;*} lo, ed anteporranno il loro giudizio alle at- La DlMCjtestazioni più chiare, dalle quali si sbrighe- straeioneL ranno, col denominare le relazioni più uni- Evangeli-ci formi di tutti i nostri sensi, mezzi illusori,
P e poco propri ad istruire un filosofo. Prendc-"■ te gli uomini della tal nazione, e della tal ma-li niera di vivere, odi pensare, che vi piacerà: bi-ni sogna, presentando loro il Vangelo, fargli ri-to solvere a rifondere tutte le idee, che hanno una t» volta prese , per formarsene di nuove; a rinun-ci ziare a tutto quello, che per una lunga assi-ra tudine, ed applauso del costume, pareva esse-f- re apprezzabile del pari che necessario - Biso-M gnava nel tempo stesso fargli risolvere ad ab-«■ bracciate una religione piena di gravità, unaìk- regola indispensabile, che per rimediare al li-ft bertinagio del senso, e ali’alterigia della ra-pì gione , metteva in ceppi la ragione ed i sen-si. Per un nuovo cumulo di ostacoli, bisogna-le va ricevere delle lezioni di credenza e di con-ia- dotta da una nazione, che si sapeva essere af-:iS fatto priva di filosofia; e che per la sua eslre-:tls ma singolarità si avea meritato un universale:lk disprezzo. Ma di che saranno apportatori gliEmissarj di questa nazione ? Annunziano essiei! al genere umano, che bisogna riconoscere pern,i Salvatore e per Maestro, un uomo, che si èfà detto più grande dei Profeti ; anteriore ad Abra-di tuo; messo sotto gli occhi di Àbramo, comeimi passando anticipatamente dalla morte alla vi-lov ta; nato avanti tutti i tempi nel seno del0 < Padre; il figliuolo dell' uomo tutto insieme,
{ut e il figliuol di Dio ; 1 ’ erede di tutte le co-;em- se; che si è detto la Sapienza venuta dall’
’iij sito; che in una parola lì è detto Dio; maso, F 2 che