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Lo Spettacolo
. „ Quindt la tenera canta , che ci deve unir
La Dimo- > . , -eri
straziove tutti: quindi la eguaglianza, ctie eira (edere,
Evangeli- corne figliuoli di uno stesso padre, a una me-
Cor I 20 destina tavola: quindi l’incompatibilità delle&2i. ' 'distinzioni nell’ assemblea Eucaristica, con lacarità ed uguaglianza indivisibili dalla mensadel Signore
i.Cor.18.18. Osserviamo gì’Israeliti , o pur anche i
„ essi al sacrifizio ” ? Così è che noi abbiamparte a quello di Gesù Cristo ; il che non sa-rebbe , se quel che noi riceviamo, non fossequello eh’è stato offerto in espiazione.
Per tal modo la Eucaristia è l’associazionealla nuova ed eterna alleanza. E' il dono delCielo : è il dono per eccellenza. Ma benchtpel ricevimento debba il fedele esser penetra-to da allegrezza e riconoscenza ; pur evvi ungiusto timore inseparabilmente unito ali’eccel-lenza stessa del dono, cui esso riceve. Cotestaazione inspira lo spavento alla intera Chiesadel pari che a ciascun particolare. La solle-citudine della Chiesa per i figliuoli ha dovu-to conseguentemente produrne delle regole,prescriver delle pruove , delle dilazioni, dellenegative. L’effetto dello spavento dei fedeliha dovuto essere , di provarsi , di giudicarsise stessi, prima di ricevere il loro giudice;perché il presentarsi indegnamente , e sen-2a recare ad una azion così santa le disposi-zioni ricercate dalla Chiesa, “ è un rendersi„ colpevole della profanazione del corpo, e„ del sangue di lui.
i.Cef. i©.i 8 . Questo difetto di pruova e di cambiamen-
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„ facrifizj della Gentilità . Quei che man-„ giavano della vittima , non partecipavano