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della Natura. 145
•lì* talissimamente annientar l’idolatria, emet-->»lc tere in voga il Cristianesimo. Se non si cam-pii: bia di regola e di metodo di raziocinio, sot-Jiiii; to Giuliano che dee succedere? Egli è onni-M potente quanto Costantino : ma alla qualitàà!:, d’Imperatore si uniscono in lui il sapere, eèai f accortezza . Il suo genio per le straordina-iâé rie cognizioni l'ha staccato da! Cristianesimo,'li che riconduce 1’uomo alla conoscenza dei suoialoè confini, e lo induce a credere non ciò che,li: concepisce, ma ciò che gli viene attestato.,ei Giuliano si è messo in testa, che le sublimiim concezioni, e le straordinarie austerità di Eu-mi napio, di Porfirio, e di molti altri filosofi,che lo assediano, lo condurranno a tutte le«lidi scienze occulte, e lo uniranno intimamentew con gli Dei. Egli è divenuto sistematicamen-at 1 ; te idolatra, ed è sempre più voglioso di sta-si»,: bilir ciò che crede d’intendere: attacca an-toll:, che la religione Cristiana con quelle arme,•i:t eh’ella gli ha dato, conservando sempremai,sìi: i grandi sentimenti , e la stima della virtùsili: ispiratagli dalla sua educazione. Si astiene bentiici egli dall’ usare aperta violenza: ma dopo averdiluì tolto ai Cristiani i lor tempj, i lor libri e lepouf, loro scuole, impiega la sua eloquenza, equel-ipiiijii la dei più grandi maestri, nello spiritualiz-btif, zare, quel più che si potrà, il culto degliitili® Dii, attaccando in ogn’incontro la religionedue! Cristiana da quella parte, che vi pareva esse-ri: re svantaggiosa. La follia della Croce, in unaICni; parola, viene ad essere la materia di una uni-duiii versai satira. Questa volta il Cristianesimo sej ra ii; ne va: chi potrà sostenerlo contro questo nuo*dott» vo genere di persecuzione?
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La DiMO-STRAZIONEEvangeli-ca .
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