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Tomo decimoquarto.
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La DIMO-STRAZIONE

Evangeli-ca .

Risposta al-la obbiezio-ne , che sideduce dalfavore ac-cordato daCostantinoal Cristiane-simo .

14.Z Lo Spettacolo

ne dalla Provvidenza accordato di più alla suaChiesa. Noi vedremo uscire dal quarto seco-lo una nuova luce, che rischiara tutti i se-coli Cristiani, e che sparge sin su gli ultimigiorni tutto lo splendor delle pruove, dallequali sono stati commossi i primi fedeli.

Si ha qualche volta cercato, non di anni-chilare, poiché ciò è impossibile, ma di oscu-rare le precedenti pruove, allegando la liber-tà conceduta ai Cristiani di quel secolo dal-la politica di Costantino. Ecco qua, si di-ce, quel ‘che ha rovinato l’Idolatria, e hadilatato il Cristianesimo per modo, che a noici si toglie il diritto di creder sopranaturalique’due avvenimenti.

E' quasi un danno per i’ onore di quella ob-biezione, che troppo tardi si faccia. Sono tre-cento anni, che il Cristianesimo dura ad on-ta delle opposizioni di quanto il mondo ha dipiù forte, e che la idolatria è scossa dagliurti di ciò che il mondo ha di più debole :un tale avvenimento è incredibile, ed è sta-to predetto. Dunque il Cristianesimo ha fat-to sue pruove avanti Costantino; e la totaledecadenza dell’idolatria, in luogo di sminui-re, vi aggiunge una nuova forza, poiché tratanti avvenimenti profetizzati e adempiti quel-lo ancor vi mancava. Quando si creda di po-ter dare qualche colore a quella obbiezione,bisogna risolversi ad avere due pesi, e due mi-sure. In Costantino tutto è politica. Egli nonperseguitò gì’idolatri; e favorendo il Cristia-nesimo, si contentò di metter in derilionel’idolatria. Era questa la vera maniera di di-portarsi. Si vuole che ciò basti per dover na-

tura-

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