La Dimo-strazioneEvangeli-ca .
146 Lo Spettacolo
sto !a Chiesa tutte le facilità di far valer îesue pruove in faccia a tutto l’Universo, edi farle essere più durevoli del marmo e delbronzo. Per il corso di trecento anni la Chie-sa ha stentato a conservarsi la proprietà dialcuni edifizj. Erano quelli comunemente de-stinati ad altri usi, o gettati a terra subitodopo la lor costruzione. Se si penetrava nel-le sue assemblee , vi si scorgeva più l’appa-renza di un Senato, che di un tempio. Ilsuo altare era una tavola ; il suo sacrifizionon mostrava alcun vestigio della minima ef-fusion di sangue: non si conoscevan più i suoiMinistri ; nulla si comprendeva dalle sue fe-ste ; e non si ravvisava gran fatto la Chiesa,se non se dai suoi patimenti.
Uscì. ella infine dai cimiteri, e dai varj ri-tiri , nei quali colatamente faceva le sue so-lennità , e dove incoraggiva i suoi figliuolialla perseveranza, mostrando loro le urne,che contenevano il sangue e le ceneri deisuoi testimoni. Ella nulla obbliava di ciò chePera caro. I suoi fondatori, i suoi maestri,i suoi martiri, le loro lezioni, le loro lette-re, i lor patimenti, gli atti del lor ministe-ro, e della lor confessione, tutto le era pre-sente: tutto era registrato e scritto: la me-moria, che di anno in anno rinovavasi nel-le sue feste, ripetevasi da un giorno ali’altronelle conversazioni dei suoi figliuoli. Quan-do si fu in libertà, non solo di celebrar lesue feste, ma di pubblicare e predicare pertutto la tede; invece di adoperarsi a confu-tare la idolatria e la filosofia, come era ra-gionevole, e di un ufo famiiiariffimo per l’in-nanzi
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