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î>ella Natura. 147
rW:! ' nanzi (a) ; la Chiesa mise alla luce tutta la"à sua dottrina. La Chiesa mostrò per tutto l’an-® t; tica sua gerarchia, la succ essi on dei suoi Ve-scovi, le antiche sue istituzioni, e la con se s-5 ' :;Sj sion delle verità, eh’ erano inseparabilmente® E ; : unite alle sue pratiche. Per tal modo nel quar-ffjs: to secolo si aprì l’Archivio del Cristianesimo.
Gli atti, ond’era composto, erano perla mag-a |'8 gior parte tanto familiari ai Cristiani del vol-¥>-■ go, quanto a quelli, che istruivano gli altri,sten: Gli strumenti, e gli stabilimenti Appostolici,à avvegnacchè moltiplicati come le Chiese, siih, trovarono per tutto i medesimi. La credenzahtit delle Chiese di Asia, confrontata con quellaCsiÉ tJ e l] e Chiese di Africa e di Europa, non sitrovò in nulla dissimile . Quando la si scoper-ai se incompatibile con la metafisica di Origene ,slt- odi Eusebio di Cesarea, o di qualche astrom celebre nome, si profittò di quei che avevandi di buono. Ma tutti i lor pensamenti intor-‘t:r no agli Angeli, alla Risurrezione, alla gene-i ' razione del Verbo, e ad altri punti, che si::: trovaron discordi dalla comun fede delle Chie-:b. se, furono proscritti, come strane e pèrnicio-:: se dottrine. Quella regola cotanto semplice,::v di non dire se non quel cb' era sempre flato det-tt;r to, fedelmente osservata a Nicea dai testimo-nj di quella fede, che cola da ogni parte si[flit erano radunati, trasmise ai susseguenti seco-li li il Cristianesimo dei primi con la pruova diitta sua purità. Egli è ben vero, che ciascun se-ta:: colo Cristiano annunzia al seguente quel cheitî dal precedente ha imparato; ma in una par-; ft' K 2 tico-
CO Vedi Lattando, Arnobio, Clemente Alessandri-S J no, &c.
li DIMO-STRAZIONE
Evangeli-ca .