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Tomo decimoquarto.
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L/v Dimo-strazioneEvangeli-ca ■

154 Lo Spettacolo

Avvertono essi di non fare che quello che sifaceva!nei tempi di soggezione; e amaramen-te si dolgono dei grandi banchetti, che dopola libertà della Chiesa divenivano comuni ali’intorno di quelle tombe. Quel disordine , ele loro doglianze servono a comprovare l’an-tichissima celebrità di quelle feste, la perse-veranza delle testimonianze, 1’uniformità del-la dottrina, e la opposizione del Ministero aogni novità.

Sant’Ambrogio , nel discorso indirizzato al-la Chiesa di Milano, per congratularsi di averricuperati i corpi dei suoi due Martiri Ger-vasio e Protasio, nel tempo stesso c’ informadell’ antico uso osservato dalla Chiesa di al-zare i suoi altari su le ceneri dei Martiri, edella infinita differenza, che passava tra il |culto reso a Gessi Cristo, e la memoria ono-rifica dei suoi Santi. ,, Onoriamo , dic’eg//,

„ il trionfo di Gessi Cristo in lui, menando„ quelle vittime nel luogo, in cui è vitti-„ ma egli stesso. Ma appartiene a colui, eh’

„ è morto per tutti, di essere su saltare:

„ laddove quelli che fono stati colla sua mor-„ te redenti, sono sotto 1’altare.

S. Agostino parla di quel!’ uso con la stessaragionevolezza, e col fuoco medesimo. „ Il„ popolo Cristiano, die’ egli, (a) frequenta„ le Memorie (6) dei Martiri, e gli onora„ con delle sacre solennità, per animarsi a„ imitare la loro perseveranza; per essere as-„ sociato ai lor meriti; per essere aiutato dal-„ le lor preci: con questa riserva persi, che, „ noi

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