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Tomo decimoquarto.
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179
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Bella Natura. #79’

Mas f C î a tive, sì alla realità, sì al rischiaramen-ti 1 * t0 dell’ oggetto di quella Scrittura.

®Ui Ma ciò onde si compie di fare la sicurez-®M<, 2a degli atti conservati in iscritto; ciò che«ut forma in lor favore una evidenza di esperien-za, a cui noni si resiste, se non se per osti-turifî nazione; è che il Corpo, o il Ministero, da*■ cui sono usciti quegli atti, tuttavia sussìsta,îfc e mantengagli. Si sente la differenza che pas-»■ sa tra la raccolta sì delle comuni leggi Fran-fratic: zesi, che dei regolamenti delle nostre CortiSovrane, la manutenzion delle quali resta con-àm fidata a delle Compagnie permanenti ; e le»Uoì leggi di Atene, o di Sparsa, che più non sitrovano se non nei Libri. Si può ben avertósi dubbio, se quelle siano di Licurgo o di So-Ione, perché nessun Senato ha più l’incom-benza di conservarne il testo ; nessuna Com-pagnia è approvata e autorizzata ad interpre-ti®»' tarle, o applicarle. Non hanno esse più al-W! cun effetto.

:i« Così le leggi, i trattati, gli atti, e tutteìaSiî; le Scritture civili e sante cadon per terra sen-ti!!* za validità, quando si disgiungano dai De-nsi! politati, che ne hanno avuto la custodia, elasi che sono autorizzati a mantenerne la esecu-i:;.@ rione •

risii Ma siccome le leggi umane meritano tuttorii®;: il rispetto, che è dovuto alla Potenza legisla-tiva, quando fon elleno presentate e man te-sin: nute dal pubblico Ministero incaricato di far-Ki,:i ne l’applicazione ; così cori più forte ragio-aiuì ne riceveremo noi come divine le Scritture» che noi chiamiamo fante, quando ne sentiamfare la pubblicazione e la interpretazione dalM 2 Mi-

La

STRAZIONÉ

Evangeli-

ca.