La Dimo-strazioneEvangeli-ca .
218 Lo Spettacolo
Si può bene con delle affettate accuse, odal soggetto incongrue , render odiosa la Chie-sa Cattolica, quasiché ella potesse, quandovorrà, far passar degli errori in dogmi. Ma ]tale inconveniente non è a temersi che nelle J,,società, che si eleggono un maestro, e che ijascoltano un uomo. Per noi, è il Ministero ; Bdi tutti i secoli, cui diamo retta. Perciò zche vien unicamente dalle scuole, non dal c ,pubblico deposito, noi facciam quei giudizio 7di stima, o di tolleranza, cui la Chiesa stesi I;sa ne sa. Noi non ne facciamo per ciò la „regola di nostra credenza, e lo lasciamo perquello che può valere. Ma la nostra comun jjfede, la dottrina che tutti ci salva, è preci- fsa e annunziata per tutto. Non le sarà mai clevato un iota. ,
Quando una verità non è ancor decisa dauna speziale sentenza, ella è non pertanto già |nota, poiché non potrebbe essere definita, Sls’ella non fosse già nel pubblico deposito, dacui la Chiesa prende tutto quello che annuo- p 0zia. La pubblicazione d’ oggidì non puòdun- ,j cque impunemente essere dissimile da quella .j tld'ieri; e le decisioni, che si potranno fare jin cent’anni, sono delle verità pubblicate nei ift tLibri santi , e nei monumenti delle prime ]j aetà, benché non siano state 1’oggetto di unaspeziale definizione. Il Vescovo di Samosata,un Prete di Alessandria, un Arcidiacono di ;wAngers, possono annunziare dei nuovi dog- .j.mi. Ma tutto il Ministero solidariamente ve-glia per reprimergli. Ciò che di falsoèavan- j 0 .zato da un Ministro, è confutato dagli altri. Ì J3Se per un qualche tempo essi si tacessero, in Q
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