La Dimo-strazioneEvangeli-ca .
238 Lo Spettacolo
attribuirsi, ciascuna da sè , nè una speziai mis- fisiane, nè la salute, a esclusione di ogni altra, ?Non erano esse ardite se non se contro la pChiesa Cattolica, perché una medesima insosi icfetenza le armava contro la sua regola di sede, ^cui esse qualificavano per Tirannia. Ma le ^une in faccia delle altre, piene erano di timi- .àditke di costernazione. Vedevan si senza con- f fformiti del pari che senza regola. Incotnpa- coisibili erano le confessioni , e vicendevoli sco- -àixnuniche fulminavansi . tyf
Noi abbiam preso un cattivo partito per far- 'ci ascoltare, dissero molti dei difensori delle Hipretese Riforme. Lo scambievolmente scomu- innicarci, è un rimproverarci pubblicamente gli ciuni agli altri di distruggere una parte essen- pizial della fede. Potiam ben noi tutti insiemi «essere i riformatori della Chiesa, ed i distrai- éitori della sua fede. Se noi siamo sì vacillan* coti, o così discordi nella dottrina, con qual 0verisimiglianza ci potrem noi dire Inviati per neraddrizzar la credenza dell’uman Genere? Le cornostre querele ci smentiscono : ed il non sa- faipere le nostre istruzioni è il non averne avu- si 1to. Non parliam pisi così alto: non si dica elipiù nulla di straordinaria missione ; appiglia- dotmori a un metodo più prudente, e ad una Emaniera pisi modesta di adoperar quel princi- 1pio, onde fon nate le nostre Chiese. Cotesto wometodo consiste nel lasciar a ciascuno la liber- Lità di esaminar la dottrina, a fine eh’egli pos- !msa riformare se stesso, determinandosi a favore Coidi quella Chiesa, in cui troverà la più pura redottrina, ed il miglior modo d’insegnarla, litiDal principio delia nostra riforma non v’ ha ki
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