Band 
Tomo decimoquarto.
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240 Lo Spettacolo

Lì dimo ^ di verità è su le labbra del Pastore, per-straziove chè egli si presenta con le notorie testimo-e»ìngeh- nianze della missione Appostolica : e da un’al-tra parte quella stessa regola, che previenegli errori del Pastore, obbligandolo allo stu-dio deh deposito, fa nel tempo stesso la sicu-rezza dei Fedeli. Questi qui non son pili an-siosi delle pruove dei dogmi, o del Vangelo,o del Ministero ; di quel che lo siano delleprove dell'acquisto del lor patrimonio, o del-lo stabilimento della loro magistratura. Age-vole ne sarebbe la prova; ma a qual fine pro-vare quel che non fi contende? Qual prò fa-re per via di parole una dimostrazione, che,dicon essi, sempre sussiste, e che parla a tut-ti gli occhi ? Evvi un pubblico possesso. Ev-vi una perpetuità di atti e di successione,Evvi finalmente una regola, eh’ è di esserecerto delle intenzioni di un Legislatore, edell’effetto delle sue leggi, quando quelli, a’quali è commesso di pubblicarle, dall’uffizionon fon dimessi. Convien confessarlo, cheuna tal confidenza è ben degna di quel Mi-nistero, che mostra una successione di millee settecento anni, e che fa professione di nondir cosa alcuna da sè, ma di trasmettere ciòche ha ricevuto.

Quanto a noi altri, che seguitiamo più lenostre naturali cognizioni che l’autorità, eche fissiamo la rivelazione con la ragione ; noncrediamo di aver altro dritto di essere ascol-tati, fuorché quello che ci dà l’argomenta-zione : e quella autorità che noi sappiamobene che manca al nostro Ministero, c’inge-gniamo di trovarla nella forza dei nostri sii-

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