della Natura. 241
Mt iJ logismì. Per tal modo i nostri Sermoni con-troversie diventano, per la eterna discussione' l ® del prò e del contra. I nostri dogmi per con-[itat, seguenza fi diversificano come i nostri pen-sieri.
Ji| k Noi non ammettiamo alcun freno. Nè iJ , : * Teologi che vivono, nè quei che son mor-ti, nè i Padri dei primi secoli, né le assem-*1 blee delle Chiese, nè le universali formule;Mi nulla infine ci sottomette: perché un solo spi-rito, diciam noi, può qualche fiata veder me-glio di tutti gli spiriti.
prosa Cotesta massima , che sottopone tutto al no-oà stro giudizio, ci conduce da per sè, quando èalt fola, a delle divisioni, che non hanno più fine,à 1 e fono indecenti. Ma cotesta liberà farà profit-raltii tevole, quando farà accompagnata da una rego-lacche metta tra noi la pace. E' lungo tempo chew.t se ne ha rilevato la necessità. Lo svantaggio, cuinoi abbiamo per conto dei lumi’, noi possiama s- ripararlo con una illimitata condiscendenzato' per quelli, che pensano diversamente da noi :ifi questa dolcezza nasce naturalmente dalla liber-lì: tà, in cui lasciamo ciascuno di esaminare e'«e: di scegliere. Facciamocene un dovere, unaaffi', massima di condotta, che sia il nostro carat-tere. Tolleriamo ciò , cui non abbiam potereiî;.î di condannare ; e non avendo che quello dijtài riformarci noi stessi, guardiamoci dal censu-rare i sentimenti altrui, e dallo scomunicarb i le persone.
>obs Noi. non faremo, è vero, un istesso corpo,(ipî con l’uniformità dei dogmi menati buoni :ss ma noi farem vedere la disposizione la piùrniiji necessaria per entrare in società, eh’è quella;• Tomo XIV ! Q, di
La Dimo-strazioneEvangeli-ca.