Î-a Dimo-strazioneEvangeli-ca .
252 Lo Spettacoi'o
per la difesa della fede contro il pubblico Mi'nistero (a) contro il governo dello Stato;ma di osservare come .infrangibili ì giura-menti prestati dai Cristiani , o a Tiberiobenché pagano ; o a Nerone avvegnaché per-secutore; o a Giuliano comecché apostata.
Né la religione falsa , né la irreligionepuh servire di pretesto a un particolare pertoglier la vita ad un altro particolare ; me-no ancora ad un superiore. Quando i primiCristiani si videro perseguitati da ingiuste, einumane leggi ; i lor ripieghi erano la pre-ghiera, la pazienza , la fuga ; non mai loscisma , non mai la ribellione , non mai ipugnali.
Ma quella dolcezza , che si lascia maltrat-tare, piuttosto che maltrattar chichessia ; quel-la dolcezza, onde il Cristianesimo si è fattaveramente grande agli occhi di tutta la ter-ra , e per cui i Cristiani farinosi amare daquanti lor son d’intorno ; non porta con sél’obbligazion di pensare, che ciascuno potràsalvarsi nella sua setta , e di non curare laregola dell’unità per avere la pace.
Tutto debbesi sacrificare alla pace , fuordella verità, e della regola , che ci assicurala verità. Ma la regola della verità e dell’al-leanza Cristiana, regola mai sempre giustifica-ta dalla saggia pratica di tutte le società ; èdi riconoscere la legislatura dai poteri degl’Inviati, e di assicurarsi della realità dell’ al-leanza con la perpetuità di un solo e medesi-mo Ministero. Senza cotesta regola, che è la
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