Band 
Tomo decimoquarto.
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256
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X.A Dimo-strazioneEvangeli-ca .

256 Lo Spettacolo

lo di ammettere la predicazione di un Ap* Ipostulato immortale, senza credere gli spiriti :

obbligati a sottomettervifi ? avvi un rovescia- <

mento simile a quello di abbandonar la rive- clazione alla discrezione dei particolari , e diriprovare Tantico Ministero, di cui la nota »destinazione è di condur tutti gli spiriti a li

una medesima fede,/» unitatem fideiì In un m

edifizio non si tollera la libertà di fabbrica- tare su due disegni , nè in una Legazione la lilibertà di pubblicar dei trattati che si con- Hitraddicano. tir

La Cristiana dolcezza si esercita verso quei, »che sono con noi nella Chiesa, e verso quei it

che son partiti da noi. Cotesta dolcezza non . n

dà eccezione a chi che sia. Ma la tolleran- if

za Cristiana, autorizzata da S. Paolo, e co- p

mandata dallo spirito di Dio , non può ra- c

gionevolmente aver luogo se non verso quei, ciche son nella comunione del Ministero Appo-stolico. Essa non opera l’unità; ma la man- sa:tiene e la suppone. po

Come la dolcezza è P esercizio della bene- mevolenza , cui il Cristiano ha per il genere gnumano; così la tolleranza è 1’esercizio della M:moderazione, con cui noi dobbiam soffrire i nodistetti della fraternità. Noi speriamo la sa- coiIute dei Predicatori, e dei Fedeli , che non pisono che un sol corpo ; che onorano l’uni- itità, che onorano il comun Ministero , e la Jetuniversale predicazione . Ma benché nella U

medesima via, in cui tutti siamo, vi siano po

degli uomini pieni d’infermità, che possono eavere i loro scrupoli, le loro tenebre, edan- teche delle erronee opinioni ; noi potiamo es-sere