delia Natura. 271
ni sa, il sermone di Gesù Cristo su la monta-gna , gli altri discorsi di lui, ed i più bei s ^az°one' ila tratti della condotta dei suoi Santi. Qualche EvAî,GE Li-ti, m volta dei giovani figliuoli diventano vostra CA ’
,tc luce. Facendo sembiante di rallegrarvi oracolla lettura, e ora col canto, diventano vo-lt,* stri vicarj. Est! v’ istruiscono ; e ciò eh’essitge hanno appreso dal lor Pastore, diviene in es-îrv si un freno, che regge l’occhio, la mano,pHjtj e tutti i desideri. E' tutto insieme un conti-pfu nuo eccitamento a ogni bene.itti r; Questi soccorsi non son passeggieri, e con-
à tuttociò non son limitati. Le feste del Si-, £ gnore annunziate dal Ministero, fono altret-K) 3!i tante istruzioni replicate di anno in anno, edi settimana in settimana, in modo da ster-minar la dimenticanza e la indifferenza. Cia-scuna festa chiama del pari i poveri che i ric-chi . Quei che non pensano di venirvi, nehanno almeno sentito il segno. Ne hannoessi di già compreso il senso ; e se i cuorisregolati hanno preso ad odiare le nostre As-semblee, ciò nasce, perché sanno, esser quel-le una scuola di virtù .
Ma quel che noi veduto abbiamo, avve-gnaché eccellente, non basta. I Pastori ren-dono la Società dolce e benefica, con la pre-dicazione dei buoni costumi, e con tutti imotivi della Cristiana speranza. E' questo ungran bene : ma fa bisogno molto più. Fa bi-, t \ sogno che siano apportatori di un’ Alleanza
i (! , veramente santa e divina. Fa bisogno che
siano Inviati, e che voi ne possiate esser■ ^ convinti. Il loro annunzio è magnifico : ma0 { è ella poi certa nella sua origine, ed il pro-' prio