Band 
Tomo decimoquarto.
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DELIA N A T U R A. Z0Z

pili abili , e ci facciam piò ridicoli di quegli tA DlM( ^aborti di Giudici, che facessero un codice di strazioneleggi a lor genio, e cassassero lantica Magi- Eva ngem-stratura. Il nostro avvilimento poi è alloramaggiore, che abbandoniamo i lumi delle te-stimonianze, che da ogni parte rischiarane!,per correr dietro alle scintille di Pope, di Bay-le, e di Montagna. Questi ragionatori, chedappertutto trovan da ridire, confessano di nonsapere eglino stessi dove ci guidino: e noi gliprendiam per guide. Ma, noi non cerchiamchi ci guidi : noi fuggiamo la luce : e cicompiaciam della libertà delle vie torte, ecrediam di poterlo fare, perché nella mede-sima strada c incontriamo con della gente dispirito. Ma che viene a far l'a il loro spiri-to ? è ivi fuori della sua sfera. Hanno essidiritto di parlare di quel che non fanno? LIn-carnazione divien ella impossibile, perché essiarrivar non vi possono? Ed il Sole è egliestinto, perchessi non posson comprendere la struttura di quell astro, il cammindella luce? Le loro tenebre ci faranno forseessere di vista piò acuta ? E quando per i lo-ro dubbj siam tanto confusi, che non sap-piam piò dove ci siamo ; non è una sommaimprudenza la nostra il lasciarci dire : Anda-te avanti coraggiosamente, non avete nulla atemere ?

Fuori della Chiesa, e nella Chiesa mede-sima , noi c impoveriamo a misura che noimettiamo la nostra confidenza nei pensamen-ti di un bello spirito ; che noi ammettiamole idee dell uomo, che cinganna con qual-che apparenza di luce, o con arditi sistemi.

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