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della nostra vira , mentre ogni di per più oreella ci priva dell’uso della luce e deli’aspet-to dell’universo , da lei ci vien reso abbon-dantemente per mezzo del riposo, che a noicompane.
Necessità L’uomo è nato per la fatica , tale è la sua vo-del ripo- cazione, tale il suo stato. Ma per reggere a que-ib. sta fatica, è d uopo che il suo sangue gli sommi-nistri ogn’ora una materia infinitamenteagiiee sottile, che faccia operare le molle delcela-bro, e dia moto a’varj muscoli del corpo. Madissipandoli perpetuamente cotesta materia co-sì pronta ad eseguire ogni di lui volere, l'uomcaderebbe finalmente nel languore e nello sfi-nimento, se non ristoraste le sue perdite connuovi alimenti : e questi alimenti non potreb-bono digerirli, nè regolarmente distribuirli pertutto il corpo, s egli solfe sempre inazione.Conviengli interrompere la fatica sì del capo,come delie braccia o de’piedi, affinchè il calo-re e gli spiriti che spargevan!, al di fuori, nons’impieghino che ad ajutare le funzioni destostomaco , mentre posano le altre parti delcorpo.
Ma suso e la disposizione di questo riposonon li lasciò da Dio in balìa della ragione dell’uomo. Pigliò Dio sopra di sé !a cura di addor-mentarlo , e ponendolo nelle dolce necessità dicedere al sonno, gli ha denegata del sonno l’in-teiligenza, ed jl regolamento. E’il sonno unostato incomprendibile: la di lui natura è cosipoco daU’uomo intesa, che non gli riesce peralcuno sforzo eh’ei faccia, di conciliarsi il sori-noquando questo sfugge, né di fuggirlo quand'ei falsale. Dio hariferbata asèlàdispeniazio-
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