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Tomo settimo.
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della nostra vira , mentre ogni di per più oreella ci priva delluso della luce e deliaspet-to delluniverso , da lei ci vien reso abbon-dantemente per mezzo del riposo, che a noicompane.

Necessità Luomo è nato per la fatica , tale è la sua vo-del ripo- cazione, tale il suo stato. Ma per reggere a que-ib. sta fatica, è d uopo che il suo sangue gli sommi-nistri ognora una materia infinitamenteagiiee sottile, che faccia operare le molle delcela-bro, e dia moto avarj muscoli del corpo. Madissipandoli perpetuamente cotesta materia co- pronta ad eseguire ogni di lui volere, l'uomcaderebbe finalmente nel languore e nello sfi-nimento, se non ristoraste le sue perdite connuovi alimenti : e questi alimenti non potreb-bono digerirli, regolarmente distribuirli pertutto il corpo, s egli solfe sempre inazione.Conviengli interrompere la fatica del capo,come delie braccia o depiedi, affinchè il calo-re e gli spiriti che spargevan!, al di fuori, nonsimpieghino che ad ajutare le funzioni destostomaco , mentre posano le altre parti delcorpo.

Ma suso e la disposizione di questo riposonon li lasciò da Dio in balìa della ragione delluomo. Pigliò Dio sopra di !a cura di addor-mentarlo , e ponendolo nelle dolce necessità dicedere al sonno, gli ha denegata del sonno lin-teiligenza, ed jl regolamento. Eil sonno unostato incomprendibile: la di lui natura è cosipoco daUuomo intesa, che non gli riesce peralcuno sforzo ehei faccia, di conciliarsi il sori-noquando questo sfugge, di fuggirlo quand'ei falsale. Dio hariferbata asèlàdispeniazio-

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