Band 
Tomo settimo.
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18
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frescadellanotte.

ti La Notte*

tromodo, che la luce del Sole. Questa ci pre-viene , ci scuote, ci avvisa, e ci manda al la-voro . Quel fuoco al contrario, che da noi fac-cende , non si presenta da se j ma noi leccitia-mo j e deesi usare qualche sforzo per averlo,e qualche diligenza per mantenerlo: la luce,che si piglia cosi ad imprestilo è sempre a sparirpronta; pare eh ella sia fuori di tempo e diluogo, e che a contra voglia ella turbi il ripo-so della natura. Luomo la disgombra, subi-to che gli divien molesta, o inoffiziosa ; e tor-na per necessità in quelle tenebre amiche, che

10 ajutano a ristorar le sue forze col sonno.

sol per mezzo delle tenebre atta è la not-te a giovarci, ma ancor per mezzo dun dolcefresco, che ristringendo per tutto la molla dell'aria, le più forza e virtù d'operare in tuttii cc^rpi, e di rinvigorire i vegetatali e gli ani-mali . Per mantenere qoeslo fresco salubre,manda a noi [la Luna in un grado dinsensibilcalore quella luce , eh ella dal Sole riceve .Vano è sforzarsi di raccogliere questa luce nelfoco dello specchio ardente più attivo; ella nonagisce neppure sovra il Termometro presentatoa quel punto che unisce i raggi ; e non vi pro-duce una menoma dilatazione nello spirito divino, che tanto è facile a dilatarsi. Mirabileaccorgimento e provvidenza dell'artefice, cheha stabilito sordine della notte, e che ne ha

pre-

frequentemente sincontralalbero, detto Cenere;.

11 setta la sua semenza nell acqua bollente , estaccasene un olio, che nuota a galla. jgpestolioraccoglisi con de cucehiarj , e si inficia rappren-dere , e formare in pane per farne dèlia cera.