frescadellanotte.
ti La Notte*
tromodo, che la luce del Sole. Questa ci pre-viene , ci scuote, ci avvisa, e ci manda al la-voro . Quel fuoco al contrario, che da noi fac-cende , non si presenta da se j ma noi l’eccitia-mo j e deesi usare qualche sforzo per averlo,e qualche diligenza per mantenerlo: la luce,che si piglia cosi ad imprestilo è sempre a sparirpronta; pare eh’ ella sia fuori di tempo e diluogo, e che a contra voglia ella turbi il ripo-so della natura. L’uomo la disgombra, subi-to che gli divien molesta, o inoffiziosa ; e tor-na per necessità in quelle tenebre amiche, che
10 ajutano a ristorar le sue forze col sonno.
Nè sol per mezzo delle tenebre atta è la not-te a giovarci, ma ancor per mezzo d’un dolcefresco, che ristringendo per tutto la molla dell'aria, le dà più forza e virtù d'operare in tuttii cc^rpi, e di rinvigorire i vegetatali e gli ani-mali . Per mantenere qoeslo fresco salubre,manda a noi [la Luna in un grado d’insensibilcalore quella luce , eh’ ella dal Sole riceve .Vano è sforzarsi di raccogliere questa luce nelfoco dello specchio ardente più attivo; ella nonagisce neppure sovra il Termometro presentatoa quel punto che unisce i raggi ; e non vi pro-duce una menoma dilatazione nello spirito divino, che tanto è facile a dilatarsi. Mirabileaccorgimento e provvidenza dell'artefice, cheha stabilito sordine della notte, e che ne ha
pre-
frequentemente s’incontral’albero, detto Cenere’;.
11 setta la sua semenza nell’ acqua bollente , estaccasene un olio, che nuota a galla. jgpest’olioraccoglisi con de’ cucehiarj , e si inficia rappren-dere , e formare in pane per farne dèlia cera.