Trattenimento II. 25
dare in traccia di compagnia.- ma hanno unfulgore più vivo che queldel diamante, e que-sta lor luce fa che il maschio, le vegga nel bujo,* e questi eh’è d’ale provvisto , si spicca e leraggiunge, ma non ha, come esse, il privi-legio della bellezza;
Qui, Cavaliere mio caro, mi pardi sentir-vi , che mi rimproveriate, come io lasci il cie-lo, per di nuovo strascinarmi sopra la terra,doVe m ha guidato lo splendore di questi Inser-ii. Ma no; non vi ci fermeremo d’avantag-gio. Ritorniamo pure affuochi celesti, e so-pra tutto a quel Luminare magnifico, che su-pera gli altri nella chiarezza. La stupenda di-versità dè’suoi aspetti a differenža degli altriche quasi mai non gli variano, fa nascere nel-la mente dello Spettatore molte quistioni, edapre l'adito a riflessioni particolari.
* Il Signor fcavalier Valìismri nell’Opera inti-tolata Saggio cf Istoria Naturale, tom. z. edif.sol.p. 419. racconta, che tenendo uno de’ suoi ami-ci in mano un verme lucente senz’ ali, un altroverme d’ali guernito, ma che non luceva , e ra-gli volato nella stessa mano per unirsi al primo jeh’ era la femmina . Vi son molte spezie di ver-mi, e di scarafaggi lucenti , particolarmente inAmerica, dorè uno se né trova a che ha su latesta una spezie di Lanterna.