Band 
Tomo settimo.
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Trattenimento III. 3$

!s Soli. Viene talvolta da Filosofi commiscratoj il volgo, perché non conosce la grandezza del-JeStelle, la piccioiežza della Luna, Mai*' Filosofi stessi, se considerassero solò.la gran-! ! dezza assoluta di cotesti corpi, sarebfiono me-u ' no perspicaci del volgo. Imperocché il volgoCD vede nella Luna non già la sua grossezza reale,nn che ci è poco necessario sapere, ma un lumina-si re superiore in chiarézza a tutte le Stelle : earo ' questo è il bene che si è prefisso il Creatore ,mercédi quelle relazioni che ci hìâ poster Egli^ ha allontanate cotanto da noi le Stel le , o tan-. to lungi ci tiénè da esse, chela notte, di cui,lffl ci è di mestieri, non è punto offesa dal loroy splendore, ed ha posto il corpo della Luna co-si vicino a noi, eh'ella diventa utìo specchiocott magnifico, da cui ci si rende la-notté una gratiK parte della luce solare che avevarn perduta . E'; 5 vero che il trasporto di q ueslo specchio colloca-* K to successivamente per tutto intorno alla ter-à ra, è stato diretto per via di linee, che s 1 aj-® zano e Rabbassano con apparente irregolarità>* Ma queste deviazioni fon limitate, e sono ca-li:: gione, che la Luna di rado trovasi in una pun-ti* tuale congiunzione , od opposizione , cioè,Che noi siam di rado privi dogni luce, mercéT interposizione dei tre pianeti, dove aliin-contro se il corso della Luna fosse stato pisi uni-«* forme , noi avremmo avuti ogni anno tantiR ecclissi di Luna quante opposizioni ,' é pari-# menti altrettanti, cioè dodici, eccliffisolariin® nelle congiunzioni. Ma verrò di visando bene-P® fizj ancor pisi manifestiS® Viene aliuomo talento di porsi ih viag»ti® gio avanti giorno, o di prolungar© ia sua;oli' C 2 Car-