;s L" Aurora.
ma la terra era ancora in quel momento sentiordine e senza bellezza. Ma adesso, quandoFalba del di dilegua l'ombre, disvela al nostroguardo una terra vestita e coperta di creature ,ed abbellita a favor nostro de' più ricchi orna-menti . Tutt’in un tratto Falba ci scuoprelemontagne , e i gran boschi che le corona-no : ci presenta i colli e le vigne , le cam-pagne e le messi , i prati ed i fiumi’. Ca-dono in certo modo, ali’apparir dell’auro-ra , le cortine che copriano le intere Cit-tadi , e si veggono uscir dal bujo e cupolee piramidi , e templi , e castelli , e tutte1’ abitazioni della gente volgare sparse sulpiano.
Tutte queste ricchezze eran per noi comeperdute , fin tanto che la notte ce le rendevainutili, e quali ce le rubbava o le annichila,va. E però che niun diritto abbiamo al giornoche ce le rende, quindi è pur vero che il ri-torno dell aurora non solamente è un nuo-vo benefizio e magnifico , ma insieme gra-tuito, e non meritato, al pari di quello del-la Creazione.
Dio per verità non forma piti nuovi Esteri nelmondo materiale, ed in questo senso diciamoeh’egli è entrato nel suo riposo. Ma siccomeniuna cosa ha avuto principio peraltro, se nonperché Dio ha voluto, ed ogni cosa cessereb-be d’essere e d* operare, s’egli cessasse di voler-ne la durazione, il moro, ed il ritorno; peròegli agisce ad ogni istante per conservare l’Uni-Vater verso, quanto agiva nel primo momento, cheT^uemldo^ 0 ìormò. Volle allora che il mondo foste, eIplnimr continua a volere ch’ei sia. Ogni nuovogior-Joan.5.7. noe
tt
lil
S»
li
i
il
a
,:ìi
21
a:
».
iti
Ira,
ita; ai! I»iià(ilti,
COI
i»
II
15
U«