Trattenimento IV. 57
:®l no è dunque un dono, per parte di lui, cosiBis libero e gratuito, come lo fu il primo di tutti i
iflrs giorni 1 .
ite. Ma perché ricorrer qui, dirà taluno , ali*rei. volontà di Dio, quando non si tratta:d’altrorei: che di seguir T ordine della natura ? Che uso
qqì' di Filosofia è cotesto, andare in traccia di cau-» se finali, e considerar come un dono il ritor-si, no dell’Aurora? L’ Aurora non è altro che iluro- comineiamento d’una nuova rivoluzione delCit- nostro Vortice, e una sequela semplicissima del-iri le leggi del moto. E’ verissimo eh' ella è im-tuttt mediatamente l’effetto del moto o‘della rivo-tili luzionedel modo. - mala maniera, onde i Fi-sici favellano del moto a coloro che gli ascolta-mi: no , può essere pericolosa . Danno adito a*
ite giovani studenti di prendere con abbaglio unac& cosa per l’altra, e di convertire il moto o laiis natura in un Idolo, cui sostituiscono a Dio,:i!ii ed a cui attribuiscono ogni cosa come adunaic causa necessaria. Dal che avviene, che pen-ili lando di conoscere la natura meglio degli al-te tri, non conoscono né Dio, nè l'opera sua,
e in vece di ragionare idolatrano. In fatti checosa è il moto, e che cosa sono le leggi d’im*: ujj pulsione ? II moto non è certamente altro ,
toc che il corpo mosso, o escluso da un luogo,
ftoo La forza del moto, la comunicazione di es-
y. so, e la sua dotazione, non sono altro che I’
ordine costante , che Dio s’è prescritto, e se-tt: condoil quale egli continua regolarmente a
fit conservare e collocare ogni cosa. Le leggi dcl-
d* la collisione de’corpi non differiscono dalle
s C| : volontà di Dio, che questa collisione han re-
giP golata. Le celerità del traportamento de’cor-
n P* »
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